L'ARENA - 3 marzo 2005 - All'Arcobaleno di S.Bonifacio gli oli pieni di forza di Katya Andreeva

"Raccontare di ima pittrice, Katya Andreeva, е divertente e gratificante. Divertente perche si tratta di una giovane pittrice che dalla vita ha percepito i valori e, dalla pittura, la tecnica per esaltare i valori stessi. Non e un gioco di parole, ma un momento di sperimentazione totale e assoluto". Cosi si esprime Athos Faccincani presentando la sua allieva che espone una serie di oli pieni di forza e cromatismo alla galleria "L'Arcobaleno" di San Bonifacio, fino al 6 marzo (orario mercoledi e giovedi dalle 17 alle 21, domenica dalle 10 alle 12 e dalle 16 alle 20).

Il tema delle opere viene recuperato da appunti di viaggio, segnati su taccuini reali e della mente durante i lunghi tragitti attraverso il continente africano, la Spagna, il Peru, la Polinesia, l'Italia, in particolare la Sicilia.

La tecnica, basata su pennellate grasse e corpose, conferisce un senso di moto, di inarrestabile dinamismo, mentre il colore ha un ruolo preponderante per la sua vivacitа e per gli accostamenti inusuali e scioccanti. La Andreeva vede la realtа come danza. Sia che la sua attenzione si soffermi veramente sul passo e sul ritmo, sia che sia attratta da un momento di serenitа in riva al mare, o dalla fatica di un lavoro nei campi o sugli ingranaggi di un telaio attuale e antico.

Travolgenti le sue ballerine di flamenco tutte volant e fiamma. Decisive le mosse di un torero nella partita sulle corna della morte. Spensieratezza che cela malinconia e miseria nelle affollate sfilate del carnevale di Rio, come nei variopinti mercati i peruviani dove gente, mercanzie ed animali diventano coralitа etnica e umana. Arroventate di sole le pennellate "africane" con il contrasto fra il bruno della pelle e il giallo della scorza di banana, e con il gioco di un bambino, ignaro del difficile futuro, alle prese con una buffa tartaruga gigante. Mentre la Sicilia si sfrena nei suoi carrettini gremiti di personaggi in costume regionale e di decorazioni naif.

Ma in tutto questo sfavillio, la Andreeva sa cogliere la comune umanitа degli esseri viventi, sempre in lizza con il dolore che per riservatezza e pudore, a volte, viene ammantano di allegria.

Vera Meneguzzo
 
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